RETE DI TRASPORTO

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RETE DI TRASPORTO

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Con  il termine rete di trasporto si indica la parte di una rete di telecomunicazioni deputata al trasporto dei dati degli utenti su scala geografica, comprendendo le reti MAN, WAN, internazionali e intercontinentali.

La rete di trasporto viene definita come “un insieme di elementi di rete fisicamente collegati, in grado di fornire le funzionalità di trasferimento, multiplexing, commutazione, gestione, supervisione e sopravvivenza a guasti per i segnali trasportati”.

La rete di trasporto si interfaccia alla rete di accesso la quale collega invece gli utenti finali fino alla prima centrale di commutazione. Può essere quindi vista come la continuazione e l’estensione geografica della rete di accesso e come la rete che interconnette tra loro le reti di accesso. In una rete di trasporto le funzioni prevalenti sono l’aggregazione successiva delle informazioni (i flussi informativi vengono affasciati a gerarchie trasmissive via via superiori) e l’instradamento dei flussi multiplati su percorsi comuni tramite commutazione di circuito e commutazione di pacchetto.

La funzione di aggregazione per livelli successivi impone una struttura di rete essenzialmente gerarchica, potendosi distinguere tra sottoreti di trasporto a livello metropolitano, regionale, nazionale e internazionale con volumi di traffico e capacità minime di trasporto via via crescenti. Questo si traduce in modo diretto a livello di topologia: le sottoreti più prossime alla rete di accesso, ossia le sottoreti metropolitane e regionali, sono caratterizzate da una struttura a stella o molto più frequentemente ad anello, dove i nodi di interconnessione tra anelli presentano tipicamente capacità più elevate rispetto agli altri nodi. Le reti regionali sono collegate tra di loro a livello nazionale tramite una rete a struttura magliata, la cosiddetta dorsale, caratterizzata da flussi di traffico a volume elevato e matrice di traffico complessa, dovendo consentire l’interconnessione totale tra le reti regionali.

Per quanto riguarda le modalità di instradamento, nel caso di trasporto basato sulla commutazione di circuito, l’aggregazione dei flussi avviene utilizzando generalmente multiplazioni di tipo TDM e protocolli di strato fisico come PDH e SDH/SONET oppure multiplazioni ottiche di tipo WDM. Le due tecnologie possono essere utilizzate anche in combinazione per ottimizzare, a parità di risorse fisiche, la quantità di informazione trasportata.

Nel caso di trasporto basato sulla commutazione di pacchetto, si usano protocolli come Ethernet a rate elevate (da 1 Gb/s a 100Gb/s) e con opportune estensioni per includere funzionalità di controllo e gestione più sofisticate e più aderenti alle esigenze degli operatori di rete, oppure evoluzioni dell’MPLS come T-MPLS ed MPLS-TP che implementano meccanismi analoghi a quelli della commutazione di circuito, oppure il livello IP nativo (eventualmente trasportato su WDM).

Tecnologie trasmissive

Le reti di trasporto, sia per la loro complessità che per il tipo di informazione trasportata, impiegano comunemente tutte le principali tecnologie trasmissive:

  • trasmissione via radio (tratte coperte da ponti radio con capacità di trasporto SDH/SONET)
  • trasmissione su portante cablata di tipo ottico (fibra ottica)
  • trasmissione su portante cablate di tipo elettrico (cavo in rame)
  • trasmissione via satellite

La tecnologia prevalente è quella su portante cablata, ossia su fibra ottica, che presenta notevoli vantaggi in termini di qualità del segnale, di capacità di trasferimento ad elevate velocità (100 Gb/s) e ad elevato impiego di banda, di robustezza contro interferenze esterne e diafonie interne, tanto da venire usata sia per collegamenti terrestri che per collegamenti sottomarini, compresi i collegamenti continentali suboceanici.